Pensi di essere carente di Vitamina D? 

La carenza di vitamina D è molto frequente, quasi l’80% della popolazione ne è interessata. La concentrazione di vitamina D si abbassa naturalmente in inverno, quando l’esposizione al sole diminuisce e man mano che si invecchia fino a colpire la quasi totalità degli anziani. In generale i soggetti più a rischio di carenza sia di calcio che di vitamina D sono, oltre agli anziani, le donne in menopausa, gli obesi, chi ha patologie tiroidee, renali ed epatiche e chi non si espone al sole. Data la frequenza del problema e siccome spesso non ci sono sintomi particolari e, se si presentano, non è facile riportarli ad una carenza di vitamina D, è utile controllarne i livelli nel sangue.

Parlane con il tuo medico

E' sempre sbagliato auto-prescriversi un farmaco anche quando parliamo di un semplice integratore. Per questo motivo devi rivolgerti al tuo medico di base o ad uno specialista per avere un loro parere.
Sempre di più si è rilevata la carenza di vitamina D nella maggior parte della popolazione.
Per questo quasi sicuramente il medico ti prescriverà un esame del sangue per rilevare i livelli ematici di Vitamina D.

Fai l'esame del sangue

L'eventuale carenza di vitamina D viene valutata attraverso un esame del sangue che rileva la concentrazione del calcidiolo anche se non è biologicamente attivo. La variabilità stagionale dei livelli di vitamina D nel sangue è dovuta alla diversa esposizione ai raggi solari che aumenta la produzione endogena di colecalciferolo. Per questo d’inverno i valori tendono a ridursi mentre in estate aumentano. I risultati dell’esame del sangue vengono così interpretati, con qualche variazione secondo i diversi laboratori e soprattutto secondo i dettami delle differenti società mediche:
carenza 10 ng / m
insufficienza: 10 – 30 ng / mL
sufficienza: 30 – 100 ng / mL
tossicità: 100 ng / mL

Il controllo va fatto periodicamente per monitorare l’andamento della vitamina D in modo da poter modulare l’apporto necessario.

Ordina Natural KD

Ne hai parlato con il tuo medico?
Hai fatto gli esami del sangue?
Sei carente di vitamina D?
In questo caso vanno messe in atto le misure per assicurare un idoneo apporto di vitamina D (esposizione alla luce solare, alimentazione adeguata, integrazione).
Per mantenere livelli adeguati di vitamina D occorre un trattamento di lunga durata per questo è necessario scegliere l’integratore giusto.
E’ importante che il prodotto sia naturale, di alta qualità, con una composizione che assicuri l’assenza di effetti collaterali e, perché no, sia comodo da assumere.
Il nostro Natural KD è l'integratore ideale di vitamina D perchè contiene anche la vitamina K2 che fissa il calcio nelle ossa e preserva la salute delle arterie.
A differenza di tutti gli altri integratori di vitamina D in commercio Natural KD ha solo ingredienti naturali di alta qualità non OGM ed è adatto anche ai vegani.

Le vitamine D3 e K2 insieme

La vitamina K2 oltre ad essere utile per la normale coagulazione del sangue, controlla il modo in cui il calcio viene accumulato ed utilizzato dal corpo evitando così l’ateriosclerosi. E’ particolarmente importante associarla alla vitamina D3, soprattutto quando si assume ad alti dosaggi, per essere sicuri che il calcio assorbito sia immagazzinato nelle ossa e non depositato sulle pareti delle arterie.

Natural KD con Vitamine D3 e K2

A un dosaggio di 1000 UI di Vitamina D3 al giorno un flacone dura più di 6 mesi!

Natural KD contiene l’associazione di vitamine D3 e K2 che agendo in modo sinergico mantengono il benessere di ossa e denti e sono utili in caso di carenza o aumentato fabbisogno.

Natural KD è un integratore innovativo con queste caratteristiche:

  • Contiene ingredienti esclusivamente naturali e di elevata qualità
  • E’ comodo da assumere perché contiene le vitamine D e K in un unico flacone
  • La forma liquida consente una posologia personalizzata
  • Senza OGM e glutine
  • Adatto ai vegani
  • Sapore gradevole(aromatizzato con essenza naturale di arancio dolce)

La vitamina D3

La vitamina D è la sola vitamina ad essere al tempo stesso un ormone. Una volta assunta attraverso l’alimentazione o assorbita e sintetizzata attraverso la pelle, la vitamina D viene trasportata nel fegato e nei reni dove può trasformarsi nella sua forma attiva di ormone. In qualità di ormone, aiuta l’assorbimento del calcio, contribuendo a costruire ossa, denti e muscoli più forti.
Oltre al suo ruolo di coadiuvante nell’assorbimento del calcio, la vitamina D attiva quei geni che regolano il sistema immunitario e rilascia i neurotrasmettitori (come la dopamina e la serotonina) che aiutano il funzionamento e lo sviluppo cerebrale. I ricercatori, infatti, hanno scoperto dei ricettori di vitamina D su tutta una serie di cellule situate nel cervello, nelle stesse regioni connesse alla depressione.
Oltre alle precedenti funzioni è anche immunomodulante, antitumorale e protettiva a livello cardiovascolare. Questa molteplicità di azioni è dovuta alla diffusa presenza di recettori per la vitamina D in numerosi organi e tessuti.
Per vitamina D si intende un gruppo di vitamine. Esistono le vitamine D1, D2, D3, D4 e D5. Tra queste, le più importanti per il nostro corpo sono la vitamina D2 ed in particolare la D3.
Il vero nome della vitamina D2 è ergocalciferolo mentre la vitamina D3 è detta colecalciferolo. Entrambe sono utili al fabbisogno di vitamina D di bambini ed adulti, ma differiscono per alcuni aspetti. La vitamina D2 è prodotta dalle piante (come ad esempio i funghi) mentre la vitamina D3 è prodotta dai mammiferi per cui è presente nei derivati animali quali latte, pesce, tuorlo d’uovo, formaggi grassi e burro. Essendo l’uomo un mammifero, è chiaro che è in grado di autoprodurla e sintetizzarla naturalmente tramite il proprio corpo grazie all’esposizione al sole. Per quanto detto è facile dedurre che esporci ai raggi solari è la soluzione più semplice e naturale per ovviare alla carenza di vitamina D. Tuttavia, non sempre è possibile passare tempo al sole (specialmente d’inverno) e la scarsità di fonti alimentari possono far sì che la vitamina D3 non sia sufficiente. In questo caso l’integrazione si rende necessaria.

La vitamina K2

Con il nome vitamina K si indicano due composti :
- La vitamina K1 (fitonadione), forma naturale della vitamina, che si trova nelle piante e fornisce la principale fonte di vitamina K attraverso il consumo alimentare.
- La vitamina K2 che è costituita a sua volta da una grande famiglia di composti, tra cui il menachinone – 4 (MK-4) e il menachinone – 7 (MK-7).
Gli alimenti che contengono più MK-4 sono quelli di origine animale , in particolare il fegato, il grasso, il tuorlo d’uovo e i formaggi, mentre l’MK-7 si ottiene mediante il processo di fermentazione batterica, quindi è presente nei cibi fermentati come natto, miso, crauti e altri.
Piccole quantità, insufficienti al fabbisogno umano, sono prodotte anche dalla flora batterica intestinale. La vitamina K è indispensabile per la normale coagulazione del sangue, serve infatti al fegato per produrre i fattori necessari per coagulare correttamente, e, secondo le più recenti evidenze, nella prevenzione dell’osteoporosi. E’ molto diffusa nel regno animale e vegetale. Buone fonti alimentari sono gli ortaggi a foglia verde (spinaci, lattuga, verza) ma anche piselli, patate, pomodori, carote, il tuorlo d’uovo, il latte vaccino e il fegato. Dal momento che una parte della vitamina K (K2) viene prodotta dalla flora batterica intestinale si raccomanda di prestare particolare attenzione alle sue alterazioni. Una carenza di vitamina K è rara, ma può condurre a problemi di coagulazione e ad eccessivo sanguinamento. Le persone a rischio di carenza possono essere: - i soggetti con malnutrizione cronica e alcolismo - chi è affetto da patologie che limitano l’assorbimento delle vitamine come celiachia, colite ulcerosa e ostruzione biliare - i soggetti che sono in terapia con farmaci che possono ridurre i livelli di vitamina K alterando la funzione del fegato o impoverendo la flora intestinale - chi ha problemi di coagulazione ( per esempio sanguinamento delle gengive) - soggetti con l’osteoporosi. L’assunzione eccessiva non ha particolari effetti collaterali nei soggetti sani, può invece essere pericolosa se si assumono alcune tipologie di farmaci (chiedi informazioni al tuo medico). Le più attuali conoscenze scientifiche suggerisco l’impiego di Vitamina K2 negli integratori di vitamina D3 per evitare la calcificazione delle arterie e dei reni che l’assunzione prolungata di vitamina D potrebbe causare. E’ bene, come in tutti i casi di integrazione alimentare, rivolgersi al medico che valuterà, in base allo stato di salute, i dosaggi necessari.

FAQ

A che cosa serve la Vitamina D?
La vitamina D agisce favorendo il metabolismo di calcio e fosforo e il loro fissaggio nelle ossa, collaborando alla formazione e accrescimento dello scheletro in età evolutiva e al mantenimento di uno stato ottimale della massa ossea in età adulta.
Come assumere vitamina D in modo naturale?

In natura le fonti di approvvigionamento di vitamina D sono due, la luce del sole e gli alimenti. Bastano 40 minuti al giorno in maglietta e pantaloni corti d’estate per fare una scorta di Vitamina D per tutto l’inverno. Il cibo è la seconda fonte di vitamina D, ma è difficile quantificarne l’assunzione perché la presenza negli alimenti più diffusi è minima. Un cucchiaio di olio di fegato di merluzzo basterebbe per la dose giornaliera di un anziano, ma il suo sapore è poco gradevole. Poi ci sono i pesci grassi, come salmone e sgombro, che con 150 grammi di prodotto coprono il fabbisogno giornaliero, oppure uova, fegato e formaggi, ma la quantità di vitamina D è così scarsa che bisognerebbe mangiare questi cibi in quantità troppo elevata.

E’ vero che se andiamo al mare per lungo tempo in estate non abbiamo carenza di vitamina D?
Purtroppo non è così perché il sole stimola la produzione di vitamina D solo quando non abbiamo sulla pelle la crema solare. Anche i vetri impediscono l’attivazione di questa vitamina. L’abitudine migliore è l’esposizione al sole per 30 minuti nel pomeriggio dopo aver fatto la doccia.
La Vitamina D può prevenire altre malattie?
Al momento, nonostante ci sia una serie di dati che associano la carenza di vitamina D ad altre malattie che non sono solo quelle relative alle ossa (diabete mellito, alcune sindromi neurologiche, alcuni tipi di tumori), non è noto quali siano i dosaggi corretti di vitamina D che possano essere utili per ridurre l’incidenza di queste patologie.
Quando bisogna controllare i livelli di Vitamina D?
In tutti i casi in cui c’è una diagnosi di osteoporosi o osteomalacia, in menopausa e nella terza età, dal momento che con l’invecchiamento l’efficienza dei meccanismi cutanei di attivazione di questa vitamina tende a ridursi e perciò è più difficile per le persone anziane produrne adeguate quantità con l’esposizione alla luce solare.
Quando è consigliata l’integrazione di Vitamina D?
La vitamina D va assunta quando è dimostrata la carenza nel sangue. In generale nei pazienti con osteomalacia o osteoporosi, negli anziani (soprattutto quelli più esposti alle cadute), nei soggetti che per forza di cose non possono esporsi in maniera adeguata alla luce solare, il trattamento con vitamina D va preso in considerazione dallo specialista. Due sono le forme di vitamina D in commercio: la D3, che stimola l’enzima prodotto dalla pelle per produrre vitamina D. E’ innocua, perché agisce in modo naturale. Infatti l’organismo attiva la Vitamina D3 soltanto per la quantità di vitamina D che serve all’organismo. Oppure la vitamina D già attiva, riservata però alle persone a rischio, cioè che abbiamo già avuto fratture, perché può intossicare l’organismo.
C’è un periodo dell’anno in cui è preferibile controllare la Vitamina D?
In letteratura è riportata una variabilità stagionale nei valori di vitamina D, che tendono a essere massimi in autunno e raggiungono il picco minimo nella primavera inoltrata. Non esiste una raccomandazione circa il periodo migliore nel quale eseguire il dosaggio della vitamina D nel sangue. Certamente un valore basso, rilevato in autunno, è segno che le scorte non sono state colmate nell’estate appena trascorsa ed è logico attendersi che in primavera la persona abbia una severa carenza.
Gli integratori di Vitamina D sono tutti uguali?
Le molecole di vitamina D non sono tutte uguali ed è bene rivolgersi al medico per una prescrizione appropriata. La forma di più comune utilizzo è il colecalciferolo, molecola prescritta solitamente sotto forma di gocce. Viene attivata nel fegato e i reni ed è indicata per favorire un corretto assorbimento di calcio a livello intestinale e un controllo del metabolismo fosfo-calcico nelle ossa. Il colecalciferolo per questo trova la sua indicazione principale nei soggetti affetti da osteoporosi e/o che assumono contestualmente farmaci per la cura di questa patologia». Esistono altre molecole, anch’esse in gocce, tra cui il calcifediolo che non necessita di essere attivato a livello del fegato e per le sue caratteristiche molecolari può essere assunto dai pazienti che hanno patologie epatiche di un certo rilievo.
Quali sono i parametri per valutare la carenza di Vitamina D?
I valori di vitamina D attualmente adottati indicano:
carenza 10 ng/ml insufficienza: 10 - 30 ng/ml
sufficienza: 30 – 100 ng/ml
tossicità: 100 ng/ml
Di fronte a un soggetto affetto da osteoporosi o che stia assumendo farmaci per la cura dell’osteoporosi o ancora che sia più a rischio di carenza di vitamina D per una sua incapacità ad assimilarla o a produrla correttamente, la medicina ritiene che il valore minimo di vitamina D sotto il quale considerare carente un individuo sono senz’altro 30 ng/ml.
Per il resto della popolazione generale, in soggetti che non hanno rischi o quadri clinici che possano riflettersi sulla salute delle ossa, gli esperti ritengono che il valore minimo vada ridotto a 20 ng/ml.
Come si dosa l’integrazione?
Nei soggetti in cui non sia possibile raggiungere una produzione sufficiente di vitamina, e quando attraverso la dieta non si riesca a compensare, è possibile integrare attraverso la prescrizione di numerosi farmaci e/o integratori. In questi casi si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni del medico che suggerirà la dose in base alla gravità della carenza e agli altri fattori di rischio; si raccomanda di assumere sempre la vitamina D durante i pasti; essendo una vitamina liposolubile viene assorbita più efficacemente se a livello intestinale sono presenti grassi. Utile anche contare le gocce, quando viene prescritta questa forma, su un pezzo di pane.
Perchè la vitamina D si prende sul pane?
La vitamina D si scioglie nei grassi per cui è meglio assumerla ai pasti e non a stomaco vuoto. Sembra che mettere le gocce di vitamina sul pane aiuti ad assimilarla meglio.
E’ meglio assumerla ogni giorno oppure una volta alla settimana o al mese?
Ci sono due modi per assumere la vitamina D: uno consiste nel prendere alti dosaggi una o più volte al mese,l’altro prevede l’assunzione di piccole quantità ogni giorno. E’ preferibile prenderla ogni giorno per avere una giusta quantità di vitamina D costantemente.

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